Testo
Squilla un telefono, poi un altro ancora,
c'è chi urla, chi trema, chi aspetta un’ora.
Ma nessuno qui sa, nessuno capisce,
che stanno parlando con la stessa voce.
Uno urla che ho ragione,
che devo alzarmi e urlare più forte.
Un altro dice che non valgo niente,
che dovrei sparire tra questa gente.
Uno mi insulta, uno mi implora,
uno mi spinge a scappare ora.
Tutti parlano, tutti gridano,
ma nessuno sa con chi litigano.
Ehi, ma chi state chiamando?
Chi vi sta ascoltando?
Parlate forte, parlate piano,
ma siete tutti nella mia mano.
Non vedete che siete voi,
riflessi confusi dei pensieri miei?
Siete frammenti della mia mente,
che si scontrano inutilmente.
Siedo in questa sala d’attesa,
luci fredde e aria sospesa.
Ombre stanche, voci rotte,
ognuna stringe il telefono a morte.
Uno racconta che è tutta colpa mia,
che non so amare, che la fuga è la via.
Un altro ride, ma sento che trema,
mentre un altro ancora scarica il suo problema.
Ehi, ma chi state chiamando?
Chi vi sta ascoltando?
Siete ombre nella mia testa,
che si rincorrono in questa tempesta.
Non vedete che siete voi,
che urlate dentro gli occhi miei?
È un teatro di fantasmi e niente più,
ma adesso so che la regia è la mia.
Un telefono squilla, ma stavolta è il mio.
Lo prendo in mano, rispondo ed io...
Non sento più le loro voci,
ho solo il mio respiro, e scelgo io.
Le chiamate si spengono, cade il rumore,
il silenzio si accende dentro il mio cuore.
Nessuno mi dice più cosa fare,
perché la voce che conta è solo la mia da ascoltare.