Testo
(strumentale)
Ho passato ore a fare i conti
con tutto quello che non ho fatto,
come se esistesse un altro me
più giusto, più all'altezza.
Mi sono perso nella stanza dei perché,
a costruire colpe senza prove.
Mi sono detto “potevi fare di più”,
senza guardare da dove venivo.
Ma chi tiene il metro
di quello che è abbastanza,
chi decide il confine
tra il poco e la sostanza.
Faccio quello che posso
con quello che ho,
non è il massimo in assoluto
ma è il massimo ora...
In questo momento esatto
sono intero, non perfetto,
ma sono il cento per cento
di quello che sono adesso.
È strano come siamo bravi
a vedere le crepe dentro noi,
e non vediamo invece
tutto quello che reggiamo.
Quante volte ti sei detto “non basta”,
senza chiederti: basta a chi,
quante volte hai perso oggi
dietro a un ieri che non torna.
Allora fermati un secondo,
non per giudicarti ancora,
ma per guardarti davvero
come si guarda chi si ama.
Faccio quello che posso
con quello che ho,
non è il massimo in assoluto
ma è il massimo ora...
In questo momento esatto
sono intero, non perfetto,
ma sono il cento per cento
di quello che sono adesso.
Non ti dico di smettere di crescere,
ti sto dicendo di smettere di accusarti,
c’è una differenza enorme
tra migliorare e non perdonarsi.
Chiediti solo questo,
“ti sei risparmiato”?
E se la risposta è no...
allora hai già fatto tutto.
Non c’è un te migliore
dall’altra parte del tempo,
c’è solo questo adesso,
con tutto quello che sei.
E quella voce che ti dice
che non stai facendo abbastanza,
non sente il peso
che ti alza ogni mattina.
Fai quello che puoi
con quello che hai...
non è il massimo in assoluto,
ma è il massimo ora, e si sente.
In questo momento esatto
sei intero, finalmente,
e sei il cento per cento
di quello che sei adesso.
Quello che posso…
con quello che ho…
è abbastanza
è tutto
è adesso.