Testo
Cresci con l’idea che alla fine il bene vince sempre.
Poi apri gli occhi…
e scopri che il male ha il volto dell’uomo.
Mi hanno insegnato che il giusto trionfa,
che il male cade come pioggia sporca,
che c’è un mantello che scende dal cielo,
ma il cielo è muto… mentre il sangue è vero.
Non c’è Supermen sopra ’sti tetti,
solo droni e mortai e bambini a pezzi.
Nessun supereroe, solo bugie,
in un mondo che baratta l’anima per l’energia.
Vedo fame e lacrime, vedo sangue e sabbia,
vedo un Dio che dorme o forse scappa.
Vedo chi muore di sete tra le rovine,
mentre il mondo si gira… coprendo ogni crimine.
Nessun mantello scende a salvarci,
solo silenzi a coprirci e schiacciarci.
Se vuoi la luce, devi accenderla tu,
in un mondo che affonda… senza più Gesù.
Siamo figli del disincanto,
anime nude col cuore infranto.
Ma anche senza un eroe che ci guida,
io resto in piedi. E lotto per la vita.
Che Dio è questo che tace e guarda?
Mentre un bambiino si stringe le mani squarciate,
le fissa tremando, ma non piange più —
ha finito le lacrime, e i suoi occhi non sperano più.
Il mondo lo guarda, poi chiude la porta,
lo immola in nome di una causa morta.
Un agnello sull’altare dell’ipocrisia,
bruciato per vendette camuffate da giustizia.
Non c’è onore, non c’è dignità,
solo occhi spenti e ferocia travestita da verità.
Non prego, non chiedo perdono,
ma non divento come loro — non svendo il mio decoro.
Nessun mantello scende a salvarci,
solo silenzi a coprirci e schiacciarci.
Se vuoi la luce, devi accenderla tu,
in un mondo che affonda… senza più Gesù.
Siamo figli del disincanto,
anime nude col cuore infranto.
Ma anche senza un eroe che ci guida,
io resto in piedi. E lotto per la vita.
La TV vende menzogne dorate,
mentre a Kief e Gaza i sogni sono macerie bruciate.
E il mondo applaude, poi si gira e si scosta,
davanti al sangue versato… resta senza risposta.
Che Dio è questo che tace e guarda?
Che amore è quello che abbandona la guardia?
Non invoco più, non cerco perdono,
ma non divento come loro — io resto uomo.
Mi hanno tolto la fede, l’infanzia, il respiro,
ma ho ancora le parole… e colpisco preciso.
Questo è il mio grido, è un pugno che abbatte,
sopra le ceneri delle favole infrante.
Non c’è più tempo per pregare a vuoto.
C’è solo spazio per scegliere chi sei.
Nel silenzio di Dio,
la tua voce è tutto ciò che resta.
E se non c’è un Dio che ci prende per mano,
allora stringila tu, fratello umano.
Non siamo profeti, non siamo santi,
ma insieme possiamo essere…
dei veri giganti!