Testo
“Non so cosa resta… quando tutto crolla.
Ma quel giorno… ho imparato che la luce non muore.
La luce… trova un modo.”
Nel silenzio pieno di fumo
un bambino stringe un sogno
tra le dita sporche di cielo
e l’odore di cemento.
Ha negli occhi un aquilone
che non ha mai potuto volare.
E una domanda senza voce:
“Mamma… dove sei?”
Cammina tra le rovine
con la forza di chi non sa odiare,
ogni passo è un miracolo
che il mondo non riesce a guardare.
Ha perso tutto, ma non l’amore.
Ha visto il buio, ma tiene il sole
nel palmo della mano,
come fosse un fiore.
E nessuno gli ha insegnato a perdonare…
ma lui lo fa
senza parlare.
Lui è la luce che non si spegne
tra le sirene e le preghiere.
È la voce che ancora canta
dove il mondo ha smesso di ascoltare.
È la mano che ti sfiora il cuore
anche se non lo vuoi vedere…
Lui è Nur,
quel bambino che ha imparato
a far brillare il dolore.
(In sciallàa... ah ah ah ah...)
(In sciallàa... ah ah ah ah...)
Disegna ponti sulle cicatrici,
abbraccia chi non sa più fidarsi.
Sorride a un soldato stanco
e gli dice: “Tu puoi cambiare”
Non cerca vendetta,
non chiede giustizia.
Chiede solo che
nessun altro bambino
debba mai più scappare.
“Non ho più una casa…
ma ho il mondo dentro.
Non ho più una mamma…
ma sento il suo canto nel vento.”
E lui non chiede nulla.
Cammina.
Ama.
Sorride.
E guarda il cielo...
Lui è la luce che non si spegne
tra le sirene e le preghiere.
È la pace che si fa carne
quando il cuore impara a vedere.
È la mano che ti sfiora il cuore
senza chiedere niente in cambio…
Lui è Nur,
quel bambino che ha scelto
di restare umano.
“Io sono solo un bambino…
ma se mi ascolti,
ti ricorderai chi sei.”
(In sciallàa... ah ah ah ah...)
(In sciallàa... ah ah ah ah...)