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Copertina di Cuore mio (torniamo a casa), Khali69

14 gennaio 2026

Cuore mio (torniamo a casa)

Singolo, 2026, 4:11

Scarica la copertina in alta risoluzione (3960 × 3960 px)

Testo

A volte il cuore tace… ma non perché ha finito le parole. È che aspetta che tu torni. E io, adesso, sto tornando davvero. Ero un ragazzo che amava forte, che dava tutto senza far rumore. Poi il mondo ha messo spine nelle tasche, e ho imparato a stringere i pugni anche quando volevo abbracciare. Ho cercato specchi negli occhi degli altri, come se bastasse un “bravo” a farmi vivo. Ma più cercavo luce fuori da me, più lasciavo al buio ciò che ero davvero. E quelle ferite — lo sai — non gridano mai, restano lì, nel fiato che trattieni. Così ho messo cerotti come catene, per non sentire… e invece mi tenevano fermo. E allora via… via i cerotti dall’anima, che non c’è cura senza lacrima. Ritorno all’umiltà che avevo perso, a fare il bene senza dire “ho fatto”. Sono qui, con le mie fragilità, che fanno rumore più dei miei passi. E se qualcuno si è perso come me… gli tengo accesa una luce nel petto. Ho barattato verità con applausi, abbracci veri con promesse vuote. Mi sono messo maschere che non respirano, solo per sembrare forte quando stavo cadendo dentro. Il cuore bussava piano — come fa lui — ma io avevo paura di ascoltarlo. Fingevo di correre verso il futuro, ma stavo scappando da me stesso. Ora ho capito che essere forti non è vincere, né brillare. È dirti la verità senza scappare, anche se fa male… soprattutto se fa male. E allora via… via i cerotti dall’anima, che la libertà nasce tremando. Ritorno all’umiltà che mi salva davvero, a quel passo piccolo, sincero. Sono qui, con le tasche vuote, ma con il cuore che finalmente batte. E se c’è chi non vede più la sua luce… gli dico: “La vedo io. Vieni con me.” Cuore mio, quante volte ti ho perso nel rumore dei giorni veloci. E tu restavi lì, come una candela sotto il vento, che cade… ma non si spegne. Adesso vieni: ho tolto i pesi, ho allentato le corde. Se inciampo, ridi con me. Se mi rialzo, fallo tu per primo. E se il mondo non mi vede… va bene così. Io vedo te. E tu vedi me. E questo basta — è la rivoluzione che non fa rumore, ma cambia tutto. E allora via… via i cerotti dall’anima, che la verità è una porta aperta. Ritorno all’umiltà — la mia casa segreta — dove ogni ferita diventa una cometa. E sono qui, a dare ciò che sono, anche quando tremo, anche quando crollo. Perché in ognuno c’è una luce nascosta… che aspetta solo una voce per dire: “Ti credo. Ti vedo. Ti amo.” Cuore mio… questa volta restiamo insieme. Restiamo veri. Restiamo noi.

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